Titolo: Babel
Autore: R. F. Kuang
Data di pubblicazione: 29 Agosto 2023
Pagine: 600 p.
Genere: #Fantasy, #DarkFantasy, #HistoricalFantasy
Tropes: #MagicalInstitution, #StudentRevolution, #AntiColonialFiction, #DarkAcademia
Ratings: ⭐⭐⭐⭐⭐
Trama: Oxford, 1836. La città delle guglie sognanti.
Il centro di tutta la conoscenza e l'innovazione del mondo.
Al suo cuore c'è Babel, il prestigioso Royal Institute of Translation dell'Università di Oxford.
La torre da cui sgorga tutto il potere dell'impero.
Rimasto orfano a Canton e portato in Inghilterra da un misterioso tutore, Robin Swift credeva che Babel fosse un paradiso.
Fino a che non è diventata una prigione...
Può uno studente lottare contro un impero?
Recensione: Iniziare un libro in audiolibro perché non ti convinceva granché e finire con l'amarlo profondamente? Fatto! Se poi il libro in questione è un fantasy storico dark academia letto da Federico Vellani, allora ci sono tutti i presupposti perché sia un successo! (Link affiliato Audible)
Ma nonostante questo, Babel non è un libro per tutti. E ora provo a spiegarvi perché.
Il nostro protagonista, Robin Swift, viene salvato da morte certa dall'enigmatico professor Lovell. Insieme a lui, viaggerà da Canton, in Cina, fino a Oxford dove, al raggiungimento dei 18 anni, inizierà a frequentare il prestigioso Royal Institute of Translation, meglio conosciuto come Babel.
A primo impatto Babel potrebbe sembrare una semplice università di lingue, ma non è proprio così. I suoi studenti sì, studiano le lingue (quelle più conosciute come inglese, cinese, ma anche greco e latino) ma più di tutto imparano a tradurre parole, frasi, concetti, da una lingua ad un'altra cercando di rimanere il più possibile fedeli al significato originale. A questo si lega la lavorazione dell'argento per creare delle tavolette che hanno una sorta di potere, potere che viene dato dalla scrittura sui due lati della tavoletta di due parole in due lingue diverse che hanno un significato simile e complementare allo stesso tempo.
Il potere di queste tavolette è ciò che tiene in piedi non solo l'intera città di Oxford, ma tutto l'impero inglese stesso del 1800. Come periodo storico, ci troviamo infatti durante l'Inghilterra del colonialismo, e questo particolare storico ha un grosso peso sulla trama e sulla piega che prenderà la storia ad un certo punto. La Kuang è famosa per denunciare spesso nei suoi libri il colonialismo e le discriminazioni razziali, e in questo libro questa denuncia trasuda da ogni pagina. Nonostante questo, però, non risulta pesante o forzata, ma si amalgama perfettamente alle storie dei personaggi.
Ho letto in alcune recensioni che sembra voler far passare il messaggio che "se sei bianco, allora sei cattivo", ma penso che sia un'estremismo e per nulla affine con la storia e l'intento dell'autrice.
Il libro è caratterizzato anche da forti vibes da dark academia, che in alcuni tratti mi hanno molto ricordato Harry Potter, soprattutto per il rapporto che si viene a creare tra i quattro protagonisti, che oltre che compagni di corso, diventano anche ottimi amici.
La presenza dello studio delle lingue, non è finalizzata solo alla spiegazione del sistema magico: ci sono spesso interi capitoli dove vediamo i protagonisti a lezione che si confrontano tra loro o con i professori e che imparano i segreti della traduzione e della linguistica. Questa parte, per chi non è amante dell'argomento, potrebbe risultare decisamente noiosa. Per me, per fortuna, non è stato così: io amo le lingue, e imparare alcuni concetti è stato estremamente interessante. Ci sono spesso molte note, dell'autrice o della traduttrice, che spiegano meglio alcuni punti, cosa che ho molto apprezzato (sono presenti solo nell'edizione cartacea o digitale!)
I personaggi sono caratterizzati così bene che mi sono sembrati estremamente reali, tanto che, alla fine, ho pianto per doverli abbandonare (e non solo per quello!). La narrazione avviene per il 90% dal punto di vista di Robin, ed è in terza persona. Abbiamo però tre capitoli visti anche dai POV degli altri 3 protagonisti: Rami, Letty e Victoire, attraverso cui conosciamo meglio la loro vita e la loro storia.
Robin inizialmente sembra un protagonista un po' debole e con una personalità "in sordina", ma col passare del tempo e degli anni (l'arco narrativo è molto ampio e si snoda principalmente sui primi 3 anni di corso di Babel) lo vediamo crescere e maturare, e questo fa empatizzare molto con lui.
L'ultimo capitolo per me è stata una vera mazzata: la narrazione è stata così intensa e ricca di pathos (e Federico Vellani è stato magistrale nel darle forma con la sua voce) che mi sono commossa più volte. L'ho sentita mentre guidavo, e a un certo punto ho avvertito la forte necessità di fermarmi per potermi godere quel momento.
In questo libro non ci ho trovato solo una meravigliosa avventura, ma ho scoperto anche l'importanza delle parole e la forza dell'essere chiamati per nome (questo lo capirete solo arrivando alla fine!). Una frase del professor Lovell mi è rimasta dentro, e questa ve la voglio condividere:
Le parole non significano nulla a meno che non ci sia qualcuno in grado di comprenderle.
Se volete vivere un viaggio meraviglioso insieme a dei protagonisti splendidi che vi faranno ridere, piangere e arrabbiare con loro, allora non posso che consigliarvi Babel. Se pensate che il fattore della parte teorica della linguistica possa esservi di ostacolo, ascoltarlo in audiolibro potrebbe essere un'ottima alternativa.
Penso che questo sia uno di quei libri da provare a leggere almeno una volta nella vita. Consigliato soprattutto per gli amanti del fantasy storico, di Harry Potter, o di temi come colonialismo e linguistica.
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Date di lettura: 5 Marzo 2026 - 16 Marzo 2026

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