Titolo: Una brava ragazza è una ragazza morta
Autore: Holly Jackson
Data di pubblicazione: 4 Aprile 2023
Pagine: 540 p.
Genere: #Mystery, #Giallo, #YoungAdult, #Thriller
Tropes: #TeenThriller
Ratings: ⭐⭐⭐⭐⭐
Trigger warning: Bullismo, violenza, omicidio, uso di droghe, stalking
Ci ritroviamo a pochi mesi di distanza dagli eventi della
fine del secondo libro, e Pip sta ancora cercando di superare il trauma che ha
vissuto. Il modo per farlo al meglio, secondo lei? Trovare un nuovo caso da
risolvere. Ma sarà il nuovo caso a trovare lei: questa volta il caso è proprio
Pip. Uno stalker, infatti, inizia a lasciarle messaggi criptici e minacce sotto
svariate forme. Pip, anziché esserne spaventata, è quasi eccitata, emozionata.
Finalmente potrà dimenticare quello che le è successo, potrà andare oltre e
tornare a una vita normale.
La prima metà di libro sembra quasi lenta, sottotono. Per
certi versi, gli indizi sono così ovvi che mi hanno fatto dire: “Ma che è
successo alla Jackson? Che è successo a Pip?”. Era tutto estremamente ovvio, ma
Pip sembra non accorgersi delle ovvietà e continua a cercare la verità nei
posti e tra le persone più improbabili. Sembrava di vivere in una specie di
sogno ad occhi aperti, di quelli che fai la mattina poco prima di svegliarti,
quando non capisci più cosa sia reale e cosa no. Non l’ho però percepito come
un difetto, ma direi piuttosto una scelta narrativa funzionale.
Arrivati a metà libro, infatti, inizia la svolta. Tutto
succede così velocemente e in maniera così intensa che è letteralmente
impossibile staccarsi dalle pagine. La Jackson con la sua scrittura e la
narrazione incalzante, è riuscita a creare in me pathos, ansia e, a tratti,
persino paura. Più volte mi sono dovuta fermare a prendere fiato perché mi
rendevo conto che ero andata in apnea mentre leggevo. Tutto ciò che accade
nella seconda metà di libro, sono sincera, non me lo sarei mai aspettato. Il
ritmo rimane sempre molto alto, la tensione al massimo, come quella dei
funamboli su una corda di violino tesa su un enorme precipizio di cui non si
vede il fondo. Io ero una di quei funamboli.
Ho letto pareri molto contrastanti sul finale, alcuni
l’hanno odiato, altri amato. Io devo dire che mi sono trovata nel mezzo. A un
certo punto mi è stato tutto chiaro, e devo dire che comunque, nel complesso,
l’ho trovato giusto. Per certi aspetti, forse, leggermente forzato. Una scelta
differente a un certo punto della storia l’avrebbe reso forse più realistico,
ma ripeto: va bene così. Va accettato per quello che è e non si poteva
pretendere di più.. Magari, proprio come penso io, ci si poteva aspettare
qualcosa di differente. Ma questo dipende molto da come ogni lettore vive la
storia e il rapporto con i personaggi.
In questo libro si percepisce che Pip non è più la stessa
persona che era all’inizio della storia. Tutto quello che ha vissuto l’ha
profondamente cambiata, e non avrebbe potuto essere altrimenti. La ragazzina
allegra e con una passione per il true crime, si ritrova ora ad affrontare un
forte PTSD (disturbo da stress post-traumatico) e un principio di dipendenza
dagli psicofarmaci.
Inoltre, vedere come i tre libri e le tre storie siano
inesorabilmente intrecciate, mi ha piacevolmente sorpresa, per due motivi: se
la Jackson aveva già le tre storie sin dal principio in mente, è stata
magistrale nel raccontarle senza mai rivelare troppo prima del tempo; se invece
le idee del secondo e terzo libro sono venute solo in un momento successivo,
dato il successo del primo, allora è stata doppiamente magistrale per non aver
lasciato nulla al caso e per essere riuscita a “recuperare” dettagli dal primo
libro e averli usati sapientemente per questo ultimo caso. Un perfetto cerchio
che si chiude.
Se i primi due libri si possono tranquillamente classificare
come Young Adult, questo terzo libro credo sia di un livello un po’ superiore.
Alcune scene hanno dettagli veramente crudi, secondo me non adatti a tutti, soprattutto
a ragazzi di 14 anni che magari si approcciano per la prima volta al genere
(alcune scene hanno un livello di violenza e disturbo psicologico piuttosto
intenso). Diciamo che tra le mani si ha uno Young Adult con una tendenza già al
New Adult.
Questo libro non ha superato le mie aspettative, ma non le
ha nemmeno deluse. Il primo si conferma il mio preferito nella trilogia, ma in
fatto di suspense, questo sicuramente supera i primi due di parecchio. Vale la
pena leggere tutta la trilogia per questo finale? A mio parere sì. Non ci si
deve approcciare pensando di avere tra le mani il thriller del secolo, ma sicuramente
è una lettura che intrattiene piacevolmente gli amanti del genere e che potrebbe
appassionare chi per la prima volta si approccia ad un giallo-thriller.

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