lunedì 26 gennaio 2026

Recensione "Una brava ragazza è una ragazza morta" di Holly Jackson

Titolo: Una brava ragazza è una ragazza morta
Autore: Holly Jackson
Data di pubblicazione: 4 Aprile 2023
Pagine: 540 p.
Genere: #Mystery, #Giallo, #YoungAdult, #Thriller
Tropes: #TeenThriller
Ratings: ⭐⭐⭐⭐⭐
Trigger warning: Bullismo, violenza, omicidio, uso di droghe, stalking

Trama: Sono passati pochi mesi da quando Pip Fitz-Amobi ha risolto il suo ultimo caso, che ancora le toglie il sonno, ed ecco che si ritrova costretta a indagare di nuovo. Uno stalker le manda continuamente messaggi di velata minaccia, ma ancora una volta la polizia non dà peso alle sue segnalazioni e sceglie di non intervenire. Più che mai Pip sente di non poter contare sulla loro protezione ma è assolutamente determinata a trovare il suo personale nemico. Indagando come ha imparato a fare, non ci mette molto a scoprire delle analogie tra il suo stalker e un serial killer locale responsabile di ben cinque omicidi alcuni anni prima. Stavolta è la sua vita a essere in pericolo, e per salvarsi Pip dovrà lottare come non ha mai fatto prima, scegliendo di percorrere una strada che non avrebbe mai creduto possibile…

Recensione: "Una brava ragazza è una ragazza morta" chiude la trilogia di Holly Jackson dedicata a Pippa Fitz-Amobi, giovane detective dilettante che nei primi due libri ha risolto due cold case nella sua cittadina. Ma risolvere crimini ha un prezzo, e Pip sta per scoprirlo.

Io non so dirvi bene come mi senta dopo la fine di questo libro. Ci ho messo qualche giorno ad elaborare tutto. Ma proviamo ad andare con ordine e contestualizziamo.

Ci ritroviamo a pochi mesi di distanza dagli eventi della fine del secondo libro, e Pip sta ancora cercando di superare il trauma che ha vissuto. Il modo per farlo al meglio, secondo lei? Trovare un nuovo caso da risolvere. Ma sarà il nuovo caso a trovare lei: questa volta il caso è proprio Pip. Uno stalker, infatti, inizia a lasciarle messaggi criptici e minacce sotto svariate forme. Pip, anziché esserne spaventata, è quasi eccitata, emozionata. Finalmente potrà dimenticare quello che le è successo, potrà andare oltre e tornare a una vita normale.

La prima metà di libro sembra quasi lenta, sottotono. Per certi versi, gli indizi sono così ovvi che mi hanno fatto dire: “Ma che è successo alla Jackson? Che è successo a Pip?”. Era tutto estremamente ovvio, ma Pip sembra non accorgersi delle ovvietà e continua a cercare la verità nei posti e tra le persone più improbabili. Sembrava di vivere in una specie di sogno ad occhi aperti, di quelli che fai la mattina poco prima di svegliarti, quando non capisci più cosa sia reale e cosa no. Non l’ho però percepito come un difetto, ma direi piuttosto una scelta narrativa funzionale.

Arrivati a metà libro, infatti, inizia la svolta. Tutto succede così velocemente e in maniera così intensa che è letteralmente impossibile staccarsi dalle pagine. La Jackson con la sua scrittura e la narrazione incalzante, è riuscita a creare in me pathos, ansia e, a tratti, persino paura. Più volte mi sono dovuta fermare a prendere fiato perché mi rendevo conto che ero andata in apnea mentre leggevo. Tutto ciò che accade nella seconda metà di libro, sono sincera, non me lo sarei mai aspettato. Il ritmo rimane sempre molto alto, la tensione al massimo, come quella dei funamboli su una corda di violino tesa su un enorme precipizio di cui non si vede il fondo. Io ero una di quei funamboli.

Ho letto pareri molto contrastanti sul finale, alcuni l’hanno odiato, altri amato. Io devo dire che mi sono trovata nel mezzo. A un certo punto mi è stato tutto chiaro, e devo dire che comunque, nel complesso, l’ho trovato giusto. Per certi aspetti, forse, leggermente forzato. Una scelta differente a un certo punto della storia l’avrebbe reso forse più realistico, ma ripeto: va bene così. Va accettato per quello che è e non si poteva pretendere di più.. Magari, proprio come penso io, ci si poteva aspettare qualcosa di differente. Ma questo dipende molto da come ogni lettore vive la storia e il rapporto con i personaggi.

In questo libro si percepisce che Pip non è più la stessa persona che era all’inizio della storia. Tutto quello che ha vissuto l’ha profondamente cambiata, e non avrebbe potuto essere altrimenti. La ragazzina allegra e con una passione per il true crime, si ritrova ora ad affrontare un forte PTSD (disturbo da stress post-traumatico) e un principio di dipendenza dagli psicofarmaci.

Inoltre, vedere come i tre libri e le tre storie siano inesorabilmente intrecciate, mi ha piacevolmente sorpresa, per due motivi: se la Jackson aveva già le tre storie sin dal principio in mente, è stata magistrale nel raccontarle senza mai rivelare troppo prima del tempo; se invece le idee del secondo e terzo libro sono venute solo in un momento successivo, dato il successo del primo, allora è stata doppiamente magistrale per non aver lasciato nulla al caso e per essere riuscita a “recuperare” dettagli dal primo libro e averli usati sapientemente per questo ultimo caso. Un perfetto cerchio che si chiude.

Se i primi due libri si possono tranquillamente classificare come Young Adult, questo terzo libro credo sia di un livello un po’ superiore. Alcune scene hanno dettagli veramente crudi, secondo me non adatti a tutti, soprattutto a ragazzi di 14 anni che magari si approcciano per la prima volta al genere (alcune scene hanno un livello di violenza e disturbo psicologico piuttosto intenso). Diciamo che tra le mani si ha uno Young Adult con una tendenza già al New Adult.

Questo libro non ha superato le mie aspettative, ma non le ha nemmeno deluse. Il primo si conferma il mio preferito nella trilogia, ma in fatto di suspense, questo sicuramente supera i primi due di parecchio. Vale la pena leggere tutta la trilogia per questo finale? A mio parere sì. Non ci si deve approcciare pensando di avere tra le mani il thriller del secolo, ma sicuramente è una lettura che intrattiene piacevolmente gli amanti del genere e che potrebbe appassionare chi per la prima volta si approccia ad un giallo-thriller.

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